Una friggitrice tira l’altra

“Pomeriggio lungo” pensò Pat Giallofritto. “Lungo davvero”. Erano già quasi le 19, e dopo la riunione del suo dipartimento, l’agente Rossi gli aveva appena lasciato in ufficio un sospettato da interrogare.

Per fortuna Rossi conosceva i gusti di Pat, e insieme al sospettato gli aveva lasciato sulla scrivania anche un cestino con delle patatine fritte appena prese allo snack bar all’angolo. Quelle a fiammifero con la buccia, le sue preferite. Rossi era il numero uno.

Pat si sedette con un sospiro, “si comincia”, disse fra sè. “Bene ragazzo, generalità”.

“Mi chiamo Paolo Vergani, nato a Monza il 15 giugno 1996”

“Occupazione?” disse Pat. “Studente di giurisprudenza” fu la risposta.

“Sì però vedo qui che in quattro anni non hai sostenuto nemmeno un esame”. Pat prese la prima patatina. Il ragazzo la stava mangiando con gli occhi, forse aveva fame anche lui, ma Pat non se ne curava, e l’addentò di gusto. Croccante. Salata al punto giusto. Deliziosa.

“Sei stato scoperto intorno alle 18.30 all’interno della cantina della villa dei signori De Robertis, che cosa facevi lì””

“Uno scherzo” disse Paolo. “Uno scherzo?” ripetè Pat.

“Sì, sono vecchi amici di famiglia, e Roberto De Robertis è mio amico d’infanzia, volevo entrare di nascosto per farlo spaventare.

Seconda patatina. Paolo aveva sempre più fame.

“E ti è riuscito lo scherzo?”. “No per niente, non sono riuscito nemmeno a salire in casa, perchè c’erano i suoi genitori. Credevo che fossero partiti. E invece hanno chiamato immediatamente la polizia. Ed eccomi qui.”

“A che ora sei entrato?” “Saranno state le 3 del pomeriggio”, me lo ricordo perchè a quell’ora ho visto la signora De Robertis che usciva di casa per andare a prendere la sorella più piccola di Roberto”. Una bella manciata di patatine. Pat aggiunse anche un po’ di maionese.

“E comunque in casa Roberto non c’era, c’era solo sua madre”

Patatina. “Lo so perchè in camera sua non c’era il suo zaino, che lui porta sempre con sè”

Altra patatina. Pat la tenne un po’ in bocca come fosse una sigaretta, prima di affondare i denti nella crosticina croccante.

“Sai cosa penso, ragazzo? Che le bugie sono come queste patatine, una tira l’altra. Perchè finora me ne hai raccontate almeno tre”.

 

Quali sono le bugie di Paolo? Scopri la soluzione su Primarie , il sito perfetto per chi ama la frittura!

 

Soluzione di “UNA CHIACCHIERATA AL FASTO FOOD”: Ale non poteva sapere che il berretto era rosso. Forse anche a lui piaceva la bella Viola e aveva fatto seguire il suo amico per spaventarlo e convincerlo a lasciarla stare?

Agnolotti alla piemontese

PREPARAZIONE
Su una spianatoia mettete la farina a fontana con il pizzico di sale e con una forchetta incorporate le uova una alla volta. Lavorate l’impasto con le mani sino ad ottenere un composto liscio e compatto. Fate una palla e avvolgetela con la pellicola trasparente lasciandola riposare per circa 30 minuti.
Fate sbollentare la salciccia e il cervello in abbondate acqua salata, scolate dopo 5 minuti. Spellate la salciccia e sbriciolatela con una forchetta, quindi pulite il cervello e tritatelo.
Fate lessare la scarola per 20 minuti. A cottura ultimata, scolatela, strizzatela, tritatela e fatela rosolare con la noce di burro per 5 minuti.
Utilizzando un tritacarne, macinate il brasato di manzo, l’arrosto di maiale, la salciccia e il cervello. Mettete il trito in una grossa ciotola aggiungendo la scarola tritata, le uova, il parmigiano, il sale, il pepe e la noce moscata. Con un cucchiaio di legno lavorate l’impasto, sino ad ottenere un composto omogeneo.
Con un mattarello spianate la pasta sino ad ottenere una sfoglia sottile e dividetela a metà, su una parte disporrete il ripieno, l’altra parte che servirà per ricoprire la sfoglia sulla quale avrete posto il ripieno, la terrete arrotolata e coperta in modo da mantenere la giusta morbidezza.
Sulla prima sfoglia, depositate una quantità di impasto della grandezza di una nocciola, disponete le palline in modo allineato, distanziandole di circa 4 cm. l’una dall’altra. Ricoprite con l’altra sfoglia e con le dita premete fra un ripieno e l’altro e con una rotella dentata, ritagliate tanti agnolotti quadrati.
In un pentolino, fate rosolare per 3 minuti la salvia nel burro fuso.
Cuocete gli agnolotti nel brodo di carne bollente, scolateli con una schiumarola non appena vengono a galla e metteteli in una zuppiera calda. Conditeli con il burro fuso aromatizzato con la salvia, mescolate e aggiungete il parmigiano. Servite immediatamente.
Nei piatti individuali si può aggiungere, a piacere, lamelle fresche di Tartufo Bianco d’Alba.