Fondazione Federico II - Palermo

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A colloquio con la storia

 

Una pietra ha delle ambizioni. Nella sua lunga vita minerale può rimanere pietra o diventare l’elemento portante di un’architettura. Di un Palazzo Reale, per esempio. E quante volte si sospira l’espressione “se questi muri sapessero parlare…” alludendo ai racconti che l’architettura potrebbe elargire se le venisse dato il dono della parola.

Il Palazzo ir-Reale è questo. Un progetto di scrittura che si avvale degli espedienti della docu-fiction per raccontare, attraverso una serie di interviste immaginarie, il Palazzo Reale di Palermo. Verranno intervistati i personaggi più rappresentativi che ne hanno attravers ato le stanze nelle varie epoche storiche. Trasversalmente, dal mastro decoratore arabo che ha lavorato il soffitto della Cappella Palatina alla tenace moglie di Ruggero II Adelasia, dal cuoco di corte di Federico II al giullare, dall’Arcangelo Michele all’imperatore in persona.

Dare voce viva al Palazzo è un modo per raccontarlo, di farlo vivere e di dare informazioni con una formula che coinvolge il lettore, auspicando che possa diventare prossimo visitatore del Palazzo stesso.

È un modo di dare “del tu” a un bene architettonico, di rendere colloquiali e dinamiche informazioni di solito riservate alle edizioni specializzate.

Ogni intervista consente di trasmettere notizie storiche sul Palazzo Reale senza risultare pedante e nel frattempo la creazione di un personaggio, un ibrido di realtà e fantasia, fornisce la possibilità di lasciare passare usi e costumi delle varie epoche, consentendo sporadici ma significativi agganci con il presente.

Il Palazzo Reale di Palermo si presta felicemente all’operazione perché consente un ex-cursus che dal 1100 arriva al presente, essendo oggi il Palazzo sede dell’Assemblea regionale siciliana e quindi quotidianamente “abitato”. Questo ne fa ancora un Palazzo, nel senso stretto.

Il periodo normanno-svevo racconta di Palermo come città d’avanguardia, una città felice e armonica impostata su un’intensa produzione culturale, vissuta nella modernità dei costumi, costruita con avvenirismo architettonico - ingegneristico e nutrita dalla libera espressione di diverse fedi religiose. Il Palazzo dei Normanni è il simbolo di quella vita, di quella corte ed è la testimonianza contemporanea di tutto ciò che da allora ha avuto la forza di risuonare fino ad oggi.

Cosa potrebbero dire le vive voci dei personaggi che hanno abitato, o hanno solo lavorato o hanno avuto udienza al Palazzo? Conoscere come è stato costruito e abitato può ridare quel quid contemporaneo, può “restaurare” meglio di qualunque intervento fisico il suo autentico splendore e interesse.

Intervistare i personaggi più significativi del Palazzo Reale di Palermo. Dal latino intervìsere: visitare qualcuno di quando in quando.

L’idea di scambiare due chiacchiere con questi personaggi sospesi tra storia e fantasia, tra passato e presente è un modo per invitare chi legge ad andare a far visita al personaggio di cui ha sentito la storia e l’interazione con l’architettura.

Sapere che le pareti della Cappella Palatina non sono solo l’insieme perfetto di tessere mosaiche, ma anche l’ingegno e il sudore e la pazienza e il tempo di chi quelle mattonelle le ha sistemate una dopo l’altra, sarà un modo per indurre il visitatore a ricercare tra quei tasselli le tracce di una vita.

E allo stesso modo, sapere che tra le stanze del Palazzo l’imperatore Federico ci ha trascorso i giorni irrequieti dell’infanzia, sarà un modo per chi attraversa le stesse stanze oggi di riviverle sentendo il rumore delle risate e le urla capricciose dello stupor mundi bambino.

 

Eleonora Lombardo

 

1 "Amanti per sempre"
2 "Federico II e la creazione del sistema sanitario"
3 "Il cucchiaio deve sporcarsi"
4 "Ho visto cose che voi umani..."
5 "La sfortuna è un'invenzione degli sciocchi"
6 "Jawad e il cielo delle muqarnas"
 

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