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Il giorno de Il Gattopardo

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Messina ha celebrato “Il giorno de Il Gattopardo”, con una serie di eventi promossi dall’Università di Messina con la Fondazione “Federico II” che fa capo all’Ars, che sono culminati con la proiezione notturna, al Teatro all’aperto della Cittadella Sportiva dell’Annunziata della versione restaurata della celebre pellicola di Visconti tratta dal capolavoro di Tomasi di Lampedusa. Serata ricca di magia e introdotta dall’esecuzione da parte di una banda del “Valzer brillante” di Verdi adattato da Rota che accompagna la mitica scenda del Ballo. In mattinata, nell’aula magna dell’Università si è tenuto il convegno “Il Gattopardo: quando il mito si fa storia”, un’occasione preziosa di una lettura scientifica in chiave storica, antropologica e socio-politica del noto romanzo. L’incontro è stato introdotto dagli interventi del rettore Pietro Navarra, del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone e dal direttore del dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne Marianna Gensabella, che hanno sottolineato l’importanza di proseguire nel progetto sinergico per creare altri momenti culturali di grande rilievo dedicati alla “sicilianità”, identitaria e storica, con importanti ricadute nel territorio. Tanti gli spunti del convegno, con lo storico Santi Fedele che ha messo in discussione il modello di una Sicilia che contribuì in modo fattivo alle dinamiche politiche dell’Unità, l’italianista Giovanni Fontanelli che ha identificato il “sincretismo” tra l’autore e il “Principe”, la geografa Corradina Polto attenta al tema degli spazi e delle dimore come presenze profonde del romanzo, l’antropologo Mario Bolognari, che si è soffermato sui tanti stereotipi creati da Tomasi, Alessia Cervini che ha analizzato la Sicilia di Visconti. È seguita l’inaugurazione, introdotta dalle approfondite rievocazioni di Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo dello scrittore, della mostra “Caro Piccolo ti scrivo. La corrispondenza “mi - nore”degli ultimi gattopardi di Sicilia”, che espone in prima nazionale circa 200 cartoline artistiche della collezione privata dello studioso Franco Tumeo appartenute al noto poeta Lucio Piccolo, cugino di Tomasi scoperto da Montale. La mostra presenta pregevoli cartoline illustrate che Piccolo scrisse e ricevette dagli anni Venti in poi da grandi nomi della cultura italiana, tra cui Sandro Penna, Camilla Cederna, Fulco di Verdura, Piero Draghi, Andrea Zanzotto. Con questa iniziativa si è rafforzato il legame, che unisce Giuseppe Tomasi di Lampedusa e alcuni suoi parenti (tra cui il noto fotografo Filippo Cinaciafara) alla nostra città. La biografia di Andrea Vitello rivela come il giovane Giuseppe venne mandato a svolgere parte del servizio militare nella Caserma baraccata “degli Orti della Maddalena” (Zuccarello): dal 21 gennaio al 25 maggio 1916. Trasferito ad Augusta con la Batteria “Terre Vecchie”, divenne amico del poeta simbolista messinese Enrico Cardile che nel 1918 gli dedicò la poesia Alba Triste.

(fonte La Gazzetta del Sud)

 


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